Gianni ai Musei Civici

19 / 05 / 2015

Musei Civici Reggio Emilia 

Mostra "NOI" 

 

Gianni D’Amato
52 anni, chef del Caffè Arti e Mestieri
«Chiamatemi cuoco o chef, per me è lo stesso. Tanto più che da bambino, quando guardavo mio nonno che cucinava e mi spiegava il perché delle sue scelte, pensavo che io volevo diventare cuoco, non certo chef. Questo mestiere era il mio destino. Altrimenti, sarei stato un artista. Sono due cose diverse. Lo chef è un artigiano, trasforma la materia. Io, però, sono anche un creativo e quindi non facile da gestire. Ma a me va bene così. Faccio ricette personali, rivolte al territorio ma non solo. Il piatto deve arrivare come un fulmine, non bisogna pensarci troppo. E un piatto nasce se mi stimola qualcosa che vedo, un’opera d’arte, un paesaggio… da lì posso creare. L’importante è conoscere il proprio mestiere, aver visto tante cose, avere familiarità con molti ingredienti, con i loro sapori e profumi. Io non sono di Reggio Emilia, ma ho sposato una reggiana. Nel 98 siamo andati a Reggiolo e ci siamo rimasti fino al 2012, quando abbiamo sospeso l’attività a causa del terremoto. Dopo sei mesi abbiamo aperto a Reggio. La chiusura del Rigoletto mi ha fatto malissimo. Quel posto mi ha dato tante soddisfazioni, lì ho preso le due stelle Michelin. Era un luogo unico. Solo che non c’è più quell’atmosfera magica, il paese è sofferente. Dopo tre anni abbiamo dovuto fare una scelta, ed è stata quella di rimanere a Reggio Emilia. Il locale è più contemporaneo, siamo più al passo con i tempi. Il giardino esterno è importante, disegnato da Pietro Porcinai. Adesso siamo qua, insomma, e partiamo da zero. Vabbè, da zero +, dai».

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